LA CACCIA AL CONSENSO PERDUTO

04/06/2020 – C’è da chiedersi come mai fra le varie restrizioni con le quali l’amministrazione ha gestito la pandemia nel comune di Morro d’Alba (ancora più pesanti e penalizzanti per i cittadini di quelle già in vigore) ci sia stata un’eccezione abbastanza evidente per quanto riguarda il Cantamaggio: è stato possibile addobbare l’albero, “piantarlo” in piazza e bruciarlo con tanto di piccolo corteo.
Il tema, badate bene, non è il Cantamaggio. Anzi, forse mai come quest’anno il rogo ha espresso il suo significato più simbolico e tradizionale.
Il tema è la discrezionalità con la quale alcuni assembramenti sono stati tutelati tramite la misurazione della temperatura e la presenza dei vigili mentre altri, come questo, da nessuno.
Ci sembra giusto farlo notare alla cittadinanza perché non vorremmo che i criteri con i quali i nostri amministratori stabiliscono i protocolli di sicurezza siano dettati da una caccia al consenso perduto in appena due anni di attività e ancora di più in due mesi di lockdown durante i quali hanno dimostrato una gestione disastrosa dei rapporti coi cittadini.
Ci piacerebbe che le regole di sicurezza fossero uguali per tutti: cittadini, associazioni e amministrazione che invece in passato, per gli Eventi del Borgo, ha lavorato con regole semplificate.
Non vogliamo essere considerati responsabili e meritevoli di fiducia (sul distanziamento sociale, sulla spesa, sul fare domande legittime) solo quando fa comodo.