IL BORGO DELL’INCURIA

Eccoci ad un anno dalle elezioni a girare per il paese e notare che quelle stesse persone che lo scorso anno, in campagna elettorale, andavano a fotografare i ciuffetti d’erba in ogni angolino oggi sono diventati amministratori ed hanno riposto le fotocamere in tasca.

Eh già! Non c’è tempo di notare il degrado perché son tutti intenti a sistemare il cortiletto davanti al municipio, come se fosse il giardinetto di casa propria. E così tra la foto di un fiore, un tramonto che ormai abbiamo visto da ogni angolazione, una diretta streaming e qualche infinito post su Facebook (magari con il ritorno sul tema della fusione che quando uno se la vede brutta torna sempre comodo), potrete ben capire che di tempo per amministrare e governare seriamente proprio non c’è! Il tempo per presentare progetti, per trovare fondi (non per le cocce di fiori o una poltroncina) per rendere le strade percorribili, per creare servizi rivolti a tutti i cittadini, quello purtroppo non c’è. Eh ci spiace ma il lavoro dell’apparenza costa. “Se bello vuoi apparire qualche sacrificio devi patire” cantava qualche saggia nonna! Ma il sacrificio non è il loro, è il nostro! E così sacrifica di qua, sacrifica di là, si sono dimenticati che oltre l’arco c’è vita, oltre il borgo ci sono cittadini (che votato o no l’attuale amministrazione) meritano di poter vivere in un paese decoroso e di non rischiare di rompere le auto percorrendo strade dissestate. Fuori e dentro il borgo ci sono cittadini che hanno perduto i loro cari e trovano una salita di accesso al cimitero impercorribile, i lampioni spenti da mesi ed amministratori che difronte alle segnalazioni riescono a fare anche dell’ironia.

Fuori dal borgo ci sono pochi sfondi da poter utilizzare come foto di propaganda; sarà per questo che chi governa non li vede. Alleghiamo qualche foto così nessuno potrà dire di non avere visto. Con la speranza che le nostre segnalazioni vengano accolte e che non si abbia la solita reazione da filastrocca “questa è casa mia e qui comando io”.

Ringraziamo gli operai comunali per il loro lavoro impagabile, in quanto sappiamo che non è facile garantire i livelli qualitativi ai quali ci hanno abituato se gli amministratori danno priorità ai tulle, alle candele e ai fiori. È giunta l’ora di avviare la tanto professata volontà di dare più forza all’Unione dei Comuni. Altrimenti sarà l’ennesima promessa da marinai della giunta Ciarimboli.