CANTAMAGGIO, SU CORAGGIO…

Parlare del Cantamaggio di quest’anno ci risulta semplice e complicato nello stesso tempo.

Semplice perché la lista degli scivoloni, degli errori e dei comportamenti inadeguati è sotto gli occhi di tutti, ma complesso in quanto è così lunga ed esemplificativa di come si muove questa amministrazione che ci si potrebbe scrivere su un trattato.

Nel compendio delle novità che hanno caratterizzato il Cantamaggio del Borgo troviamo, tra le altre cose:

– La ricerca e il taglio dell’albero demandati senza fornire informazioni su come andassero gestiti (gli amministratori stessi chiedevano in giro ragguagli su quel che si dovesse fare), ma con la solita serie di divieti, diktat e rigidità. ‘Ve lo cercate al di fuori del verde comunale, ve lo tagliate, ve lo trasportate e se la domenica mattina decidiamo che è troppo alto, nonostante le rassicurazioni di chi lo fa da vent’anni sul fatto che fosse adeguato e perfettamente trasportabile, ne tagliate pure un pezzo senza fiatare!’ La foto dell’ “evirazione” rimarrà tra le più significative di questa edizione…

– Il solito mercatino, ormai un must, aperto anche il sabato sera in una situazione prevedibilmente poco partecipata, con gli espositori lasciati lì come meri abbellimenti per il Borgo invece che come persone che stanno lavorando e vanno messe in condizione di farlo nel migliore dei modi. E banchi con prodotti che non hanno niente a che fare con il senso e il significato della festa. Nulla contro i bravi artigiani che hanno partecipato e che ringraziamo, ma se in Comune avessero minimamente presente di cosa tratta il Cantamaggio, avrebbero potuto sostituire la bigiotteria, il vestiario e l’oggettistica varia con qualcosa di più adeguato alla situazione. Ma tant’è, una cosa hanno imparato a fare e quella fanno a ripetizione.

– L’assenza dell’ormai tradizionale camioncino rosso decorato a tema, messo gentilmente a disposizione tutti gli anni da un cittadino che però per questa edizione inspiegabilmente non è stato contattato. Delle due una: o i nostri amici, così amanti del Borgo ed attivi nella sua vita sociale, semplicemente non ne avevano idea, o erano troppo occupati ad innaffiare gerani per pensare a minuzie del genere.

– I gerani.

– Lo storico striscione della festa, appeso sempre con buon anticipo per pubblicizzare l’evento anche a chi è solo di passaggio, messo il giorno prima, poi coperto da un gazebo, poi tolto e miracolosamente ricomparso dopo una segnalazione della nostra lista in un luogo del tutto inadeguato, dove ora languisce toccando il marciapiede con le date della manifestazione illeggibili. Quasi si giocasse a rimpiattino: se te ne accorgi lo rimetto, sennò ciao striscione.

– Raduno dei camper, evento pubblicizzato da oltre un mese: non pervenuto.

– Evento Facebook del Cantamaggio: non pervenuto (nemmeno cercando bene tra i mille Eventi nel Borgo).

Ma questo è solamente un triste contorno al piatto forte che l’Amministrazione ha servito ai cittadini e agli amanti del Cantamaggio. Infatti chi si è candidato assicurando che i soldi non fossero un problema e che erano solo mal gestiti da chi stava governando, chi spende risorse pubbliche in volantini, biglietti da visita e fioriere, ha ben pensato di attuare un bel taglio dei fondi. E in cosa hanno tagliato i nostri gentili amministratori? Nell’accoglienza e nell’ospitalità!

E’ stato posto uno sbarramento al numero di pasti gratuiti offerti a cantori ed accompagnatori ad un massimo di 100. Quindi chi prima si è prenotato è riuscito a partecipare, chi invece ha incolpevolmente chiamato quando i posti erano già esauriti si è semplicemente sentito dare il benservito. Abbiamo visto rimanere fuori gruppi storici, che questa festa hanno contribuito a farla nascere (e chissà di quanti altri non abbiamo avuto notizia, ma le assenze erano molteplici e pesanti). Abbiamo ricevuto telefonate quotidiane per giorni da parte di amici cantori che ci chiedevano spiegazioni. Abbiamo visto alcuni degli esclusi che comunque, per amore del paese e di questo evento, chiedevano di partecipare alla questua ma di utilizzare le offerte per autorganizzarsi il pranzo, trattati a pesci in faccia, quasi come ladri, dal solito Assessore al Decoro (altrui).

Ma per fortuna il Cantamaggio è una festa reale, viva, che ha un corpo e un cuore propri ai quali non bastano l’incompetenza, le fissazioni e le ripicche di qualche amministratore per fermarsi. Alla fine in barba alle disposizioni gli ‘esclusi’ il pranzo l’hanno fatto (premurandosi di spiegare le loro ragioni e le loro istanze anche ai cittadini e agli altri gruppi), i cantori hanno cantato, i ballerini hanno ballato, l’Albero è stato piantato.

E gli Amministratori…beh, sicuramente si sono fatti molti selfie, ma ci sono sembrati un po’ spaesati, a fare gruppo senza sapere bene cosa fare, circondati da persone che conoscevano alla perfezione un meccanismo che gli era oscuro. Con la mancanza di senso pratico di chi è più abituato a dare ordini che a fare squadra e collaborare orizzontalmente. Il tutto non senza tradire un certo nervosismo (cosa che li ha condotti a spiacevoli scivoloni).

Ecco, cari Amministratori, che questa prima edizione vi sia di insegnamento per le prossime. Il Cantamaggio è un evento che non appartiene solo a Morro d’Alba, ma a una tradizione che ci unisce tutti. Dall’enorme lavoro di Gastone Petrucci e del CTP (Centro Tradizioni Popolari), che ringraziamo, ai cantori, ai ballerini, a tutti coloro che partecipano per mantenere vivo il ricordo di quella cultura contadina da cui veniamo o per puro divertimento. E’ una festa a cui non basta partecipare, bisogna ‘sentirla’. Quindi scioglietevi un po’ ed imparate anche voi ad amarlo, vi assicuriamo che sarà molto bello! O comunque non pensate che con un paio di colpi di mano possiate col tempo riuscire ad indebolirlo, semplicemente si produrrebbe in maniera spontanea, come poi facevano i nostri nonni. In fondo bastano gli strumenti, un po’ di vino e cibo e la voglia di cantare il Maggio!

Ci vediamo il prossimo anno!