Via del mare: soldi pubblici, progetti privati.

Come tutta la cittadinanza avrà notato sono da poco iniziati i lavori di ampliamento e messa in sicurezza dell’imbocco di Via del Mare. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie a fondi provinciali ottenuti durante l’amministrazione Spadoni (100.000€) ed un mutuo di circa (200.000€) fatto dal Comune di Morro d’Alba.

A fine mandato, con progetto approvato tramite delibera  n° 52 del 24.05.2018, la giunta Cinti avviò l’iter di realizzazione dei lavori in via del mare. Furono apportate inoltre alcune revisioni volte al contenimento dei costi pur mantenendo le intenzioni iniziali: miglioramento della viabilità e aumento della sicurezza in un tratto decisamente a rischio.

La realizzazione del progetto prevedeva espropri di piccole strisce di terreno funzionali all’ampliamento delle carreggiate e alla realizzazione di marciapiedi.  

L’avvio dei lavori è nato all’insegna della totale indifferenza verso i disagi che il cantiere avrebbe causato alla Cooperativa Alba che si è vista privare di tutti i parcheggi in prossimità di via Piedesanta. Parcheggi ripristinati a seguito di rimostranze presentate in comune che hanno tuttavia portato ad una soluzione parziale che sicuramente causerà danni economici.

Inoltre siamo successivamente venuti a conoscenza di una variante al progetto originario che ha snaturato il progetto precedente.

In particolare, come potete vedere dalle immagini, notiamo:

  • L’eliminazione di un tratto di marciapiede che si sarebbe dovuto realizzare attraverso uno degli espropri già previsti e avviati
  • L’aggiunta di un attraversamento pedonale in piena curva

Non riusciamo a motivare tale scelta, tanto che anche dalla relazione sembra che a causa dell’attraversamento aggiunto in curva per non realizzare il marciapiede evidenziato, sia stato necessario abbassare ulteriormente a 30km/h la velocità sul tratto.

È palese che, per non disturbare la quiete di qualche cittadino, hanno cementificato con un marciapiede inutile il tratto dell’imboccatura in curva che da via del mare scende in Via Pozzo Buono, limitando così lo spazio di manovra delle auto e, soprattutto, facendo l’interesse degli elettori e non dei cittadini. Intendiamo sicuramente procedere facendo presente alla Provincia (che è interessata dal contributo per la realizzazione dell’opera) e a chi di dovere che non staremo a guardare.

Scegliere di non fare quel tratto di marciapiede oggi significa molto probabilmente non realizzarlo più. Rimetterci mano in futuro, qualora si trovassero nuovamente risorse, significherebbe nuovo progetto, nuovo iter di appalto, nuovo cantiere. Insomma spesa doppia!

Scegliere di piegare un’opera a discapito dell’interesse pubblico evidenzia la debolezza e l’egoismo dell’amministrazione Ciarimboli.

Quello che ci chiediamo, e chiariremo anche nelle sedi opportune è:

  • Dato che l’esproprio è stato confermato, che se ne farà il comune dell’acquisizione di un dirupo incolto con qualche pianta di ulivo sul quale passa anche una recinzione privata?
  • Quali sono i vantaggi e per chi di questa variante?
  • E’ giusto modificare un progetto fatto con soldi pubblici per interessi privati?