Comunicazione pubblica o propaganda?

Il 14 marzo alle ore 21.00, si è tenuto il consiglio comunale in cui si è discussa un’interrogazione della nostra lista sulla mancanza del giornalino che ormai da un anno non arriva più nelle case dei morresi. Vi invitiamo e leggere il dettaglio della discussione scaturita dall’interrogazione dai verbali di consiglio.[Anche se a distanza di 5 mesi siamo ancora in attesa del verbale del bilancio discusso a novembre 2018. Verbale in cui si parlava di bilancio, e che casualmente per un problema tecnico non è stato registrato].

Dopo aver sollevato la questione più volte (interventi in consiglio, Facebook, articoli e da ultimo l’interrogazione), giovedì sera abbiamo ottenuto risposta della nostra interrogazione e sembra che ad aprile verrà convocato il primo comitato del periodico dell’amministrazione Ciarimboli. Ci sentiamo di dire che anche questo è un altro risultato ottenuto attraverso la nostra attività di opposizione costruttiva. Un traguardo come l’attenzione ai bandi GAL sui quali siamo tornati più volte con insistenza e che abbiamo promosso prima e con più energia dell’amministrazione. Grazie anche a questa spinta durante il consiglio del 14 marzo c’è stato il voto unanime e favorevole di tutto il consiglio per la presentazione dei progetti.

Ma perché tanta attenzione da parte nostra  al periodico?

Riteniamo che il periodico sia uno strumento di comunicazione molto importante e democratico che permette all’amministrazione e minoranza  (ma anche ad associazioni, negozianti, paesani) di informare sull’attività amministrativa, esporre il proprio punto di vista, raccontare la vita associativa, di paese ecc.

Durante il consiglio abbiamo fatto presente che se il problema dell’uscita in ritardo del periodico fosse il costo di stampa (come affermano gli Amministratori) avrebbero potuto individuare un formato più economico. O meglio, avrebbero potuto risparmiare sulle tante stampe autocelebrative e narrative di eventi già svolti (come il volantino natalizio).

Fra i principali motivi del perché abbiamo insistito sul tema:

  • Il giornalino lascia la parola a tutti e arriva nelle case di chi non ha altri strumenti per informarsi, c’è uno spazio dedicato al contraddittorio che permette a chi lo legge di vedere lo stesso argomento esposto da due punti di vista. Il volantinaggio, che hanno largamente utilizzato gli amministratori,  è uno strumento auto-celebrativo in cui si narrano in prosa le gesta dell’amministrazione senza che nessuno abbia nulla da obiettare.
  • Il sito internet da informazione al cittadino di tutta quella che dovrebbe essere l’attività amministrativa: comunicazioni, determine, delibere, bandi, verbali dei consigli etc etc. Facebook è una pagina in cui inserire selfie amministrativi dove i 20 sindaci e fan sfegatati riempiono la sala dell’ennesimo evento per far numero. Soprattutto Facebook non arriva a chi, pur avendo internet, non ha Facebook né intenzione di iscriversi a qualsivoglia social network

 

Ma non ci stupiamo perché è tutto in linea con l’atteggiamento non solo propagandistico ma antidemocratico del “comunico solo con chi mi sostiene”: via gli strumenti che arrivano a tutti per dare spazio a mezzi di comunicazione più soggetti a controllo.

Vuoi il contributo all’associazione? Togli la condivisione dei post Facebook della minoranza! Vuoi collaborare con il Comune? Via i mi piace ai post Facebook della lista Crescere Insieme.

Questo significa che gli amministratori ci spiano su Facebook e usano il nostro senso civico e critico verso l’amministrazione per schedarci. Schedarci come nemici.

Ma la propaganda si sa, è essa stessa vittima delle sue promesse fasulle e così veniamo a ciò che in questi mesi avete sentito e spesso letto:

 

  • Maggiore cura del paese: FALSO. Le strade secondarie sono impercorribili, il cimitero è in uno stato di degrado assoluto ed i lampioni sono almeno tre mesi che non funzionano (qualcuno ha avuto anche il buon gusto di dire che tanto chi dimora all’interno non si lamenta).
  • Nuova caserma dei carabinieri entro 100 giorni: FALSO. Grandi proclami, poi il nulla.
  • Non servono soldi solo buona volontà: FALSO. I tagli fatti al bilancio parlano chiaro. Avremmo pure conservato il nome Comune ma dei servizi che un comune deve garantire neanche uno.
  • Concerto di Natale nella chiesa di San Gaudenzio: FALSO. Non serve dire molto solo che lo si è inserito negli eventi del Comune per far credere che l’imminente apertura della Chiesa dipendeva dall’amministrazione. Ancora l’impalcatura svetta sulla piazza del Comune.
  • Apertura della casa di riposo entro settembre, poi entro novembre, poi progetto di ampliamento a 40 posti e poi il ponte sullo stretto di Messina (ah no quello no scusate): FALSO. Silenzio imbarazzante sul tema, poi  una riunione in programma per comunicare probabilmente ai soliti 20 fedeli che è colpa dell’amministrazione precedente.
  • Telecamere installate grazie alla nuova amministrazione: FALSO. Era un progetto già pronto come ampiamente dimostrato dalla minoranza consiliare.
  • Trovata la sede per la Croce Gialla in 15 giorni: FALSO. Il costo dei lavori di messa a norma della struttura individuata è troppo elevato e la Croce Gialla non potrà trasferirsi nella nuova sede. Chi pagherebbe i lavori? A quanto ammontano? Alcuni stimano 80.000€. Per trovare una “non soluzione” se ne possono impiegare anche molti meno di 15 giorni….
  • Il comune è la casa di tutti, maggiore comunicazione e trasparenza: FALSO. Assenza del giornalino, sito aggiornato solo su sollecito della minoranza. Senza contare di tutti quei cittadini che si sono visti togliere il saluto perchè hanno osato criticare l’attività amministrativa.
  • Maggiore dialogo all’Unione per aumentare la collaborazione: FALSO.

Nonostante il nostro Sindaco sia Presidente dell’Unione dei Comuni non è stato fatto alcun passo avanti. Neanche una mozione, un’ordine del giorno o una semplice  discussione in uno dei consigli svolti dall’inizio del mandato.

 

L’amministrazione di Morro d’Alba non è il Grande Gatsby che deve dare in continuazione feste per farsi notare.

Morro d’Alba è un piccolo comune che necessita di amministratori, non di wedding planner.