IL BORGO DELL’AMORE

Abbiamo lasciato passare qualche giorno dall’evento per non rischiare di essere accusati di ‘boicottaggio’ nei confronti dell’Amministrazione e delle sue iniziative, ma ora vorremmo spendere qualche parola riguardo al ‘Borgo dell’Amore’.

E sì, perché la scorsa settimana abbiamo scoperto da volantini traboccanti cuoricini, altisonanti comunicati inviati alle testate locali (se l’immodestia fosse quotata in borsa il nostro paese sarebbe miliardario) e dagli addobbi a tema che oramai scandiscono ogni ‘festa comandata’, che Morro d’Alba, già autoproclamatosi Borgo, aveva raggiunto lo step successivo. Era infatti diventato in concomitanza con San Valentino ‘il Borgo dell’Amore’.

Ben quattro giorni di eventi, però andando a leggere bene le iniziative organizzate dall’Amministrazione erano due, la presentazione di un libro ed una degustazione di distillati e cioccolato, totalmente fagocitate dalla pletora di cuoricini e dalle ormai immancabili ‘visite guidate’ che dalla mattina del giovedì alla sera della domenica hanno tenuto occupati gli amministratori.

Un’altra cosa che abbiamo scoperto, non senza un certo stupore, è che il nostro paese dispone di una Pinacoteca (stiamo interrogando duramente gli ex amministratori presenti nella nostra lista per capire perché l’abbiano sempre tenuta nascosta alla popolazione) e ci piacerebbe sapere quale risposta abbiano avuto i fruitori dell’evento chiedendo in giro dove dovessero andare, visto che al di fuori degli amministratori nessuno sembra conoscerne l’esistenza.

Bene, vorremmo mestamente far presente che non basta dire Pinacoteca perché compaia, non basta dire Borgo perché il paese effettivamente lo sia, bisogna lavorare affinché le parole altrimenti vuote si trasformino in fatti tangibili.

Come prevedibile, infatti, non abbiamo visto frotte di innamorati scalpitare per accedere alla possibilità di farsi accompagnare a fare un giro delle pur bellissime mura dall’onnipresente Assessore e non ne gioiamo. Non ci piace bearci col senno di poi, anzi da persone che hanno a cuore il bene del paese e il suo sviluppo turistico saremmo felici di vedere Morro d’Alba attraversata da un numero sempre crescente di visitatori che possano innamorarsi dei suoi paesaggi, del cibo, del vino…nostro malgrado siamo costretti ancora una volta a constatare come le strategie messe in campo dall’Amministrazione non siano affatto adeguate allo scopo.

E ancora una volta riscontriamo una mancanza di progettualità e lungimiranza, associate alle ormai solite autoreferenzialità ed autocelebrazione, e ciò conferma le preoccupazioni nostre e di una parte della cittadinanza sulla reale efficacia delle politiche della corrente Amministrazione.

Lo ripetiamo, il paese merita amministratori competenti, che abbiano ben chiare le strategie di sviluppo di un territorio. E lo sviluppo, qualunque sia la visione di chi governa, si ottiene solo tramite le sinergie, l’allargamento, l’implementazione delle relazioni con gli enti vicini, la ricerca e il reperimento di fondi (figure competenti che lavorino sui bandi!!!). Il ‘Borgo’, per quanto bello e ricco di storia e tradizioni, non basta a se stesso, non può barricarsi all’interno delle proprie mura raccontandosi di essere il migliore di tutti. Non è un male il sapersi ‘vendere bene’, il mettere in luce le proprie qualità ed esaltarle, ma questa è solo una piccola parte dei compiti di un’amministrazione, che però non deve diventare un gioco grottesco di autocelebrazione e sostituirsi in toto al lavoro serio (che necessita di competenze e visione) di creazione di un reale progetto di sviluppo turistico.

Chiediamo, ancora una volta, quale sia questo progetto e, a questo punto, se ci sia.

Eventi isolati e scollegati tra loro, dove l’iniziativa in sé passa in secondo piano, come quelle di cui accennavamo sopra, e l’accento è posto sugli organizzatori in termini a dir poco entusiastici.

Attenzione maniacale alla mera estetica del Borgo, da addobbare e tenere in perfetto ordine come la cameretta di una ragazzina puntigliosa (con tutto un corollario di bizzarre richieste a cittadini e negozianti fatte ‘in nome del decoro’, per quanto il nostro paese non ci sia mai sembrato ‘indecoroso’).

Amministratori ridotti a ritagliare cuoricini e nastri come animatori di centro estivo (forse dovremmo ricordare loro che i cittadini hanno dato un mandato di governo, non di arredamento di esterni).

Accuse lamentose di boicottaggio, cospirazione o scarso amore per il paese quando le iniziative non hanno il riscontro sperato.

Iniziative radicate sul territorio osteggiate e boicottate (ricordiamo la Castagnata e attendiamo con curiosità il Cantamaggio) in favore del Nuovo Corso di un paese diventato ‘casa delle bambole’ dove a Natale si mette il vischio, a San Valentino i cuoricini, a Pasqua uova e coniglietti e chissà cos’altro.

Associazioni che subiscono non solo la supponenza degli inquilini tuttofare del Comune, ma anche e soprattutto un drastico taglio dei fondi in loro favore. Evidentemente si preferisce spendere in cartoncini e glitter che supportare realtà che da anni si spendono nel territorio e per la sua promozione. Su ciò che i nostri democraticissimi amministratori non possono controllare col loro metodo autoritario, spargono il sale e aspettano che secchi.

Nessun lavoro, e non ci stancheremo di ripeterlo, sui bandi.

Noi in tutto ciò vediamo il vuoto. Il vuoto, l’inesperienza e l’arroganza.

L’esperienza e la capacità amministrative si acquisiscono, ma ci vogliono umiltà, capacità di ascolto e lettura del presente, lavoro, studio…non basta la tanto decantata ‘buona volontà’. Altrimenti si rischia di confondere i piani ed avere una visione personalistica della cosa pubblica, dove ogni vittoria porta all’autoesaltazione e le sconfitte si trasformano in frustrazioni individuali e ricerca di un qualche ‘nemico esterno’ che le ha determinate. Si governa per tutti i cittadini, non per i propri elettori né tantomeno per se stessi. Queste sono le basi dell’agire politico e democratico, e confidiamo che chi amministra le abbia sempre ben presenti.

L’unica cosa che resta tangibile degli eventi della settimana scorsa sono i vetri delle candele dell’Amore cadute dal camminamento dell’Amore sul parco (dell’Amore?) sottostante. Speriamo di ricordarci i prossimi per altri, più nobili, motivi.