Le Castagne e il Borgo

Passati i bagordi natalizi, digeriti pandori, panettoni e torroni, solo una cosa ci è rimasta sullo stomaco e fatica ad andare giù.

La sera della Vigilia, come oramai accade da 25 anni, si è svolta la tradizionale Castagnata, ma lunedì sera chi è giunto in piazza aspettandosi i soliti braciere e calderone fumante all’ingresso del camminamento è rimasto spiazzato e si sarà chiesto dove fosse finito l’evento. Bene, da quest’anno per la prima volta si è svolto al chiuso, nei locali dell’ex Tana, in una dimensione defilata, quasi di marginalità, molto lontana dallo spirito comunitario e di incontro che l’ha sempre caratterizzato e per il quale è nato.

Le motivazioni? Beh, innanzi tutto sembra non sia compito dell’amministrazione approntare quei teli di plastica che, coprendo i primi finestroni della scarpa, hanno sempre protetto dal freddo partecipanti e organizzatori (si deve essere sbagliato chi in precedenza ha garantito ogni anno questo basilare servizio..) e comunque non sarebbe stato possibile farlo in quanto avrebbero rovinato l’estetica del Borgo addobbato per il Natale.

Questo ci porta a fare alcune considerazioni.

Innanzi tutto da quando il paese si è trasformato in Borgo, evidentemente, esistono tradizioni di serie a e di serie b. A quelle che la Nuova Amministrazione ritiene (chissà perché, poi..) sgradite o meno importanti si tolgono fondi e aiuti e sembra si speri che si estinguano da sole entro breve. E pare che il medesimo auspicio sia rivolto a chi queste manifestazioni le organizza, che dall’amministrazione invece che collaborazione riceve bastoni tra le ruote, arroganza e atteggiamento di sufficienza. Purtroppo questi comportamenti non sono nuovi a chi ricorda come si poneva l’attuale sindaco nel suo precedente mandato, anzi vengono ricalcati con una precisione preoccupante ed un rinnovato zelo.

Vorremmo far presente che il paese non è la casa delle bambole di chi ha vinto le elezioni da arredare e addobbare secondo le manie di controllo di qualche amministratore. La forma e la sostanza non sempre coincidono e fiocchi e lucette sono solo una facciata celebrativa del nulla se poi si alzano muri di fronte a chi ha voglia di spendersi per la comunità, alla quale oltretutto si negano momenti di incontro e convivialità se non inseriti nella personalissima visione dei nuovi inquilini del comune.

In una fase in cui la partecipazione alla vita sociale e associativa è sempre più scarsa, un gruppo di giovani che si mette a disposizione per organizzare eventi per tutti (ma soprattutto per quei coetanei che non trovando alternative in paese si spostano sempre di più verso le città limitrofe per i loro bisogni) andrebbe accolto col tappeto rosso, aiutato, coadiuvato, indirizzato. E invece no. Niente fondi (anche il reperimento di quelli per la Castagnata, da sempre garantiti in bilancio, ha comportato una bella via crucis e un discreto braccio di ferro), sede inadeguata, o mangi questa minestra o salti dalla finestra..e ad altre realtà associative non va di certo meglio.

Preferiremmo di gran lunga vedere sinergie e rapporti proficui tra amministrazione e associazioni, invece che questo panorama dove a chi da anni si muove nel e per il paese si chiede di essere muto esecutore dell’iperattivismo autocelebrativo di chi governa, col rischio di diventare ‘nemico’ se non si esegue in maniera appropriata.

E preferiremmo di gran lunga che l’amministrazione facesse il suo lavoro e alle associazioni venisse data la possibilità di fare il loro, invece che vedere vicesindaci e consiglieri vestiti da elfi e, dall’altra parte, giovani teste pensanti a cui si impedisce di portare ricchezza all’amato Borgo..

Buon anno e buona fortuna.